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Antiriciclaggio e tutela dei dati per i registri del compro oro

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Il Garante per la protezione dei dati personali ha precisato al MEF gli accorgimenti necessari per conformare alla nuova normativa sulla privacy le procedure tecniche di invio dei dati al Registro degli addetti del compro oro.

Il modello presentato al Garante fissa in dieci articoli le strutture del registro, uno pubblico ed uno riservato, l’obbligo della messa a disposizione del MEF, dell’Autorità giudiziaria e della Guardia di Finanza, nonché le modalità d’iscrizione degli addetti.

Il parere del Garante sul modello di decreto si rifà a quello già pronunciato nel 2017 sul decreto legislativo che accoglieva la direttiva europea sulla prevenzione del sistema finanziario a scopo di riciclaggio.

Per garantire il rispetto dei principi di proporzionalità e finalità del trattamento, il Garante ha invitato il MEF ad attuare una distinzione accurata dei dati da includere nel registro.

Attualmente, infatti, nel registro pubblico sono inserite in modo indiscriminato tutte le informazioni, come codici fiscali, estremi di conti correnti ecc., trasmesse dall’operatore al momento dell’iscrizione, e tali informazioni sono consultabili.

Ad avviso del Garante tali dati non sarebbero tutti accessibili liberamente, come ad esempio gli indirizzi PEC.

Per ciò che concerne la sotto sezione di registri ad accesso riservato, contenente provvedimenti sanzionatori, sospensione di un’attività, ecc., il Garante ha chiesto al MEF che l’accesso avvenga in modalità protetta e solo attraverso un criterio di autenticazione, specificando le modalità, che al momento non risultano presenti, di interfaccia con altri elenchi tenuti dall’OAM.

Doc-Web: 8577267        Sito del Garante

Data: 27/04/18

 

 

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