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Basta rifarsi alla privacy per occultare chi finanzia partiti e politici.

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In un’intervista di Thomas Mackinson, “Il Fatto Quotidiano”, 17 luglio 2018, il Presidente del Garante, Antonello Soro, spiega come bisogna intervenire sulle fondazioni politiche.

È assolutamente fattibile la convivenza tra privacy e trasparenza, il Garante chiede al legislatore, a seguito dei tanti scandali, di provvedere ad una norma che disciplini le fondazioni, in maniera equilibrata e ragionevole, affinché diventino una parte fondamentale della democrazia e non un fenomeno degenerativo ideato da partiti con il fine di nascondere chi li finanzia, Soro spiega che individuare una giusta sintesi tra una definizione giuridica delle fondazioni politiche e il bilanciamento dei diritti dei cittadini alla tutela del loro orientamento politico sia urgente e necessario.

Il Presidente precisa che attuare un idoneo iter non è poi così complicato ed auspica che al termine del suo mandato, a maggio 2019, venga applicata una norma adeguata, considerando che questo sarebbe un segno di consapevolezza da parte del nostro Paese su un corretta concezione del valore della privacy, molto spesso richiamata a sproposito con lo scopo di ovviare alla conoscenza dei rapporti e delle dinamiche alla base del potere e della politica.

Viste le tre proposte di legge per introdurre gli obblighi di trasparenza mai discussi, è chiaro che fino ad oggi non vi sia stata una reale volontà ad affrontare la questione delle fondazioni politiche che smuove molteplici interessi, purtroppo non sempre legittimi.

Oramai la continua divisione di correnti politiche insieme all’affermazione di leadership personali, hanno dato vita a continue iniziative e a nuove personalità che organizzano attorno ad una fondazione il proprio spazio, dando vita a flussi di denaro di provenienza non nota, in quanto le fondazioni svicolano dagli obblighi di trasparenza che valgono per i partiti.

La cronaca, da tempo, ha evidenziato che sotto l’etichetta delle fondazione siano occultate forme di finanziamento dirette o indirette dell’attività politica, di singoli o di gruppi, anche con forme elusive delle norme sul finanziamento pubblico ai partiti.

Ormai i tempi sono maturi per sviluppare un equilibrio più bilanciato tra il diritto collettivo alla conoscenza e trasparenza e quello individuale della riservatezza.

Il tema della privacy ha sempre creato dei pregiudizi, dando vita ad una confusione non casuale, addebitando alla stessa un diritto fondamentale o considerandola un intralcio od un pretesto, infatti non tutti sanno che se da una parte le persone fisiche hanno una speciale tutela alla riservatezza, le persone giuridiche non godono di alcuna tutela ed è totale la trasparenza sulle loro donazioni.

La diffusione in internet dei dati delle persone fisiche è limitato e subordinato al consenso, ma esiste comunque, la conoscibilità, che tutela sia chi dona una cifra irrisoria, sia chi elargisce più donazioni, frazionandole, ai partiti; il legislatore ha imposto gli obblighi di trasparenza e pubblicità alle fondazioni politiche riconosciute analoghe a quelli dei partiti, quindi è sufficiente dichiarare di essere una fondazione non politica, ma associazione privata, per evitare tali obblighi.

Bisogna, quindi, definire la natura politica delle fondazioni, adducendo precisi criteri legati alla loro reale attività, ed è compito del legislatore individuare tali criteri per evidenziare le caratteristiche delle fondazioni che hanno carattere di partito politico.

Per ora si ha l’obbligo di dichiarare i finanziatori per somme che superano i 5mila euro, sarebbe opportuno abbattere tale soglia di donazioni a 3mila euro, perché tale tipologia di donazioni richiama alla volontà di sostegno disinteressata che nulla ha a che vedere con possibili tornaconti del sostenitore.

Va tutelata la privacy del donatore e il suo orientamento politico, garantendo però, la conoscibilità di quel dato, si assicura, così, il bilanciamento dei diritti e soprattutto l’obbligo di trasparenza delle fondazioni che svolgono un’attività parallela a quella dei partiti.

I partiti devono necessariamente avallare tale riforma, poiché il fenomeno ormai è evidente, le norme devono garantire la trasparenza dei finanziamenti alla politica e il diritto del cittadino alla privacy.

 

Doc-Web:9020178 – Sito del Garante

 

 

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