Disapprovazione del Garante privacy nei confronti delle giurie mediatiche

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In un’intervista del 23 gennaio 2018 il Presidente per l’Autorità Garante, Antonello Soro, esprime il suo dissenso per le modalità con le quali vengono diffuse tutte quelle notizie che riguardano storie terribili e tragedie familiari che si diffondono, soprattutto in rete, scatenando condanne mediatiche e rimanendo di pubblica memoria.

Il Presidente fa riferimento soprattutto all’ultima vicenda che riguarda le presunte violenze di un padre nei confronti della figlia di 14 anni, di come un dolore di questa portata possa diventare spettacolarizzazione con un desiderio collettivo di conoscere sempre di più dettagli morbosi, dimenticando che simili tragedie di cronaca diventano senza fine, sia per il minore, sia per la famiglia.

Per casi del genere, come per altri, si instaurano modalità prive di ogni responsabilità e sensibilità la cui evidenza si manifesta nelle modalità con cui viene riferita al pubblico domino qualsiasi informazione, permettendo in questo modo, di identificare facilmente le vittime e condannare su una pubblica piazza il presunto colpevole, ancor prima di effettuare un giusto processo.

Tutto ciò avviene per l’accanirsi dei media che vogliono accontentare una giuria collettiva, provocando vergogna, pregiudizi, paura e andando a discapito, come in questo caso, di un minore. Il Presidente dichiara come, proprio in questo frangente, sia stato necessario un richiamo dei media sul diritto di privacy fondamentale per il minore e la famiglia e di come, pur assolvendo al diritto di cronaca, alcuni dettagli non debbano essere dati in pasto al pubblico per assecondare quella smania di giudizio e morbosità che accomuna queste vicende.

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