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Foto di minori pubblicati su Internet

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Il Tribunale di Mantova, con l’ordinanza del 19 settembre 2017, ha dato ragione a un padre di due minori, che, dopo la separazione dalla loro madre, ha chiesto che venissero rimosse le foto dei figli da internet pubblicate dalla madre, ottenendo anche l’intimazione alla stessa di astenersi anche in futuro dalla pubblicazione di immagini dei figli.

Ma la signora ha continuato a diffondere le foto dei figli sui social, violando la privacy e i diritti all’immagine dei figli in tenera età.

Il giudice ha così ordinato l’immediata rimozione di tali foto, condannando anche la donna a diventare oggetto di osservazione da parte dei servizi sociali.

A tale conclusione il tribunale è giunto anche in ragione della pratica di Reiki osservata dalla madre con possibile pregiudizio a danno dei minori.

Saranno quindi i servizi sociali a confermare se la madre può essere ancora idonea per un affido condiviso, valutando la presenza di altre figure come i parenti o un nuovo compagno.

L’ordinanza del 19 settembre 2017 evidenzia come foto di minori postate arbitrariamente sui social dai genitori, possano arrecare un pregiudizio e un danno ai figli anche in virtù del fatto che tali foto possono arrivare ad un numero infinito di soggetti, le cui intenzioni sfuggono a qualsiasi controllo.

Queste foto hanno la probabilità di diventare materiale pedopornografico attraverso fotomontaggi e rielaborazioni, e al di là di questo il minore può essere riconoscibile nella vita reale esponendolo ad un pericolo; violando un principio fondamentale rappresentato dalla riservatezza all’immagine, soprattutto quella del fanciullo, così come tutelata dalla Convenzione di New York sui diritti del fanciullo.

Il giudice ribadisce che l’immagine dei propri figli è, a tutti gli effetti un dato personale, e come tale va tutelato ai sensi della privacy e ancora, i pericoli che scaturiscono dalla diffusione di foto di minori in rete, oltre a rappresentare un’interferenza nella vita privata, non devono essere valutati con leggerezza da genitori superficiali forse per ottenere un like in più.

Il giudice ricorda ulteriormente l’entrata in vigore il prossimo 25 maggio 2018 del nuovo Regolamento sulla protezione dei dati personali, che avrà norme ancora più rigide per la tutela dei minori in ambito digitale.

 

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