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Google adempie agli impegni presi con il Garante italiano e migliora le sue politiche di privacy

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Informazioni più chiare e accessibili, consenso più articolato, nuovi strumenti per controllare i propri dati.

Google ha soddisfatto gli impegni presi con il Garante della privacy per conformare il trattamento dei dati degli utenti alla normativa italiana. Gli adempimenti indicati nel provvedimento del luglio 2014 e regolati nel protocollo di verifica che Google ha sottoscritto all’inizio dello scorso anno hanno avuto riscontro positivo da parte dell’Autorità.

Nei 18 mesi accordati a Google, il Garante ha effettuato verifiche nella sede di Mountain View ed ha ricevuto aggiornamenti trimestrali. Il protocollo prevedeva l’obbligo di Google al rispetto delle regole e la realizzazione di misure a tutela dei dati personali degli utenti dei circa 70 servizi offerti.

L’informativa, ora, oltre ad essere più accessibile, spiega le differenti finalità per le quali sono raccolti e utilizzati i dati, compresa la profilazione.

Le informazioni fornite agli utenti sul trattamento dei loro dati sono state rese più semplici e in quantità maggiore, ci sono più informative per i singoli servizi e sono stati inseriti dei link per facilitare i contatti con la società ed è stato predisposto un modulo per l’esercizio dei diritti degli utenti.

Per ciò che riguarda il consenso, Google ha attivato misure per acquisire il consenso all’uso dei dati dagli utenti autenticati e non; gli utenti potranno negare il consenso o rilasciarne uno parziale, migliorata anche l’impostazione degli annunci con la possibilità di selezionare le categorie d’interesse o disattivare la pubblicità personalizzata.

Google, inoltre, rende inaccessibile entro 24 ore dopo la richiesta, i dati dell’utente autenticato e li cancella entro 2 mesi se sono su sistemi attivi o entro 6 mesi se archiviati su sistema di back up, invece i “dati di sistema”, indispensabili a Google per fornire i propri servizi, vengono anonimizzati allo scadere dei tempi di conservazione predefiniti. Il Garante si è riservato per successive verifiche per individuare tempi di conservazione differenziati in base al maggiore o minore potere identificativo dei cookie ed inoltre si è riservato per un ulteriore analisi sulle tecniche di anonimizzazione utilizzate.

“I miglioramenti adottati da Google sono il risultato dell’attività intrapresa dal Garante italiano per tutelare al meglio la privacy on line degli italiani e di una modalità di confronto con Google che ci pare abbia portato buoni frutti – ha commentato Antonello Soro, Presidente dell’Autorità Garante. Lo consideriamo un primo significativo passo. La nostra azione di vigilanza e controllo nei confronti di Mountain View infatti non si fermerà. Proseguiremo nelle verifiche, anche in collaborazione con le altre Autorità europee, affinché i dati degli utenti siano sempre più protetti e i loro diritti riconosciuti dai colossi del web”.

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