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Innocui dispositivi possono nascondere trappole

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L’internet of Things è un nuovo modo di vivere la tecnologia, offre servizi e soluzioni che sicuramente migliorano la nostra qualità della vita, facilitano la nostra quotidianità ottimizzando anche i tempi; dall’abbigliamento alle auto o ai telefonini, l’internet of Things è destinato a diventare sempre più “connesso” e l’analisi dei big data confluiranno con i sistemi biometrici e l’intelligenza artificiale. Il futuro di un pianeta sempre più “intelligente” ci permetterà un sistema di vita più aperto ad infinite possibilità liberandoci da pesi quotidiani risolvibili attraverso la rete.

Purtroppo non tutto è innocuo; innanzi tutto deve essere preso in considerazione il rischio di hackeraggio di tali dispositivi che a volte non sono protetti in maniera idonea e soprattutto in grado di permette l’accesso a una grande varietà di dati, a volte sensibili, con conseguenti danni per l’utente.

In primis è necessario verificare le caratteristiche e conseguenze del trattamento, specificate nell’informativa chiara ed esaustiva, porre una limitazione all’accessibilità dei dati e assolvere al proprio diritto di opposizione in caso di uso illecito; nell’eventualità che tutto questo non bastasse bisognerà rivolgersi al Garante per richiedere la cessazione del trattamento stesso.

L’evoluzione tecnologica richiede l’adeguamento alla normativa, che necessita una prevenzione della soglia di tutela dei dati sin dalla progettazione dei sistemi, esplicato attraverso i principi di privacy by design e privacy by default, tracciando le misure di sicurezza per gli interessati nelle stesse tecnologie.

Sicuramente il titolare del trattamento è deputato ad un ruolo primario che è quello della responsabilizzazione, che è la principale novità su cui si basa il nuovo Regolamento e consiste nel imporre ad aziende ed imprese l’obbligo di adoperarsi per scegliere strategie aziendali atte a garantire un’elevata tutela a protezione dei dati, che siano idonee ai rischi associati al trattamento e che adottino adeguate misure di prevenzione.

Il recente caso di Cambridge Analytica ha portato alla luce tutte le problematiche inerenti la profilazione e i big data, evidenziando come il potere di tali tecnologie sia in mano a pochi; tramite le informazioni sugli utenti si dà il via a manipolazioni che interessano la vita reale delle persone così da assecondarne le idee ma anche condizionandone le stesse, passando così da una profilazione commerciale ad altre come quelle politico-elettorali; tutto questo è reso ancora più grave dal fatto che tali e molteplici informazioni sono concentrate in capo a poche imprese che detengono il potere di condizionamento minando di fatto la democrazia e la libertà delle persone e provocando effetti determinanti su questioni di primaria importanza.

Il nuovo Regolamento ha lo scopo di collegare le esigenze di riutilizzo dei dati su larga scala per finalità sociali con il diritto delle persone alla riservatezza ed alla protezione delle proprie informazioni; ad esempio se l’archiviazione dei dati per finalità di ricerca non può attivarsi in maniera del tutto anonima, verranno adottate misure di sicurezza come le pseudonimizzazione che possono minimizzare l’impatto del trattamento sugli interessati.

Lo IoT fa sì che le città siano sempre di più bacini di dati anche personali, la produzione di dati delle smart city, valida per la loro innovazione, deve andare di pari passo con la consapevolezza di proteggere le informazioni generate sia per la tutela di privacy necessaria per il cittadino sia per la sicurezza cibernetica.

Gli oggetti di uso quotidiano connessi alla rete appaiono innocui e tale innocuità incide sui nostri comportamenti, non prendendo in considerazione che essi sono un canale di acceso per gli attacchi informatici e non solo, questi dispositivi hanno la capacità di rilevare, attraverso i dati raccolti, i nostri stili di vita, le disponibilità economiche e persino le dipendenze e patologie; l’utilizzo di tali strumenti deve essere attento e consapevole sia dell’utilità ricavata sia dei rischi connessi.

Doc-Web:8354402

Data:11/04/18 Sito del Garante

 

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