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Lotta al Coronavirus: le stime di tracciamento di Immuni

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di Roberto Capra

In base ad un post pubblicato dalla pagina Facebook “Red Hot Cyber” (https://www.facebook.com/redhotcyber/) attorno alle ore 10 di domenica 19/04/2020 si evince, come del resto era facile intuire, che l’app di tracciamento, per potersi dire efficace, deve avere una copertura alquanto alta della popolazione complessiva (quindi inclusi senzatetto, clandestini, anziani senza smartphone) per poter funzionare.
La pagina stima il 70% della popolazione complessiva, altre fonti stimano una copertura leggermente più bassa (65%, peraltro riferita ad un stima minima; cfr. https://systemscue.it/immuni-app-tracciamento-covid-19-governo-italiano/19471/).
In base ad una stima circa l’1,17% della popolazione italiana è composta da senzatetto (che difficilmente avranno uno smartphone); da soggetti irregolari sul territorio per una percentuale compresa tra l’1,17% ed il 3,33% (che sicuramente non vorranno un’app del genere, ammesso che possiedano uno smartphone); il 35% circa di over 65 (poniamo che un 7/8% non abbia uno smartphone) e circa il 15% in povertà (parte dei quali ricadenti nelle categorie precedenti).
Ciò significa che la potenziale platea realistica è circa il 90% della popolazione italiana e non il 100%, come verosimilmente preso in considerazione per l’efficacia dell’app.
Nel 90% rimanente vi sono coloro che, preoccupati per la reale utilità, per la sicurezza dell’app anche considerato l’uso del Bluetooth non particolarmente sicuro, o per semplice furberia (posso stimare in base ai dati delle sanzioni rapportati ai controlli che ci sia circa lo 0,5% della popolazione che non ha rispettato le norme) non la scaricheranno.
Ponendo che le ultime 3 categorie pesino per circa il 3% sulla popolazione totale, la percentuale di possibile copertura della popolazione scende all 87%.
In questa prospettiva la copertura dell’app dovrebbe essere del 92% dei potenziali scaricatori per raggiungere la copertura dei circa 42 milioni di persone (ho stimato 60 milioni di abitanti in Italia) di cui necessiterebbe l’app per funzionare adeguatamente.
Oltre a condividere in pieno i dubbi sull’utilità dell’app espressi da Elena Bassoli relativi ad una base di dati estremamente incompleta ed imprecisa, nutro anche  di arrivare alla diffusione così ampia dell’app stessa.

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