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Profilazione e marketing diretto

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Il Regolamento europeo permette all’interessato di opporsi al trattamento dei suoi dati in qualunque momento; nel nuovo diritto di opposizione una particolare attenzione è riservata ai quei trattamenti di attività di marketing e profilazione.

Questo diritto riguarda anche i trattamenti svolti per finalità di ricerca storica, scientifica o per fini statistici; ma con il nuovo Regolamento sorge un problema di compatibilità con la Direttiva 2002/58/CE del Parlamento europeo e del Consiglio.

Il diritto di opposizione dell’interessato è presente sia nella Direttiva 95/46/CE sia nel Regolamento all’art. 21 e prevede l’opposizione al trattamento “in qualsiasi momento, per motivi connessi alla sua situazione particolare, al trattamento dei dati personali che lo riguardano”; il titolare può continuare a trattare i dati esclusivamente dove “dimostri l’esistenza di motivi legittimi cogenti per procedere al trattamento che prevalgono sugli interessi, sui diritti e sulle libertà dell’interessato oppure per l’accertamento, l’esercizio o la difesa di un diritto in sede giudiziaria”.

L’interessato ha il diritto di opporsi maggiormente al trattamento per finalità di marketing e anche per quanto riguarda la profilazione connessa alle finalità di marketing diretto.

La Direttiva 2002/58/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 12 luglio 2002 si rivolge al trattamento ed alla tutela della vita privata nel campo delle comunicazioni elettroniche ed anche per le comunicazioni commerciali e marketing, le modalità per il diritto di opposizione si rilevano per le comunicazioni indesiderate a scopo di commercializzazione diretta, in particolare quelle telefoniche o compiute tramite l’utilizzo di telefax, posta elettronica o messaggi SMS.

L’interessato secondo la Direttiva 2002/58/CE deve sempre avere la possibilità di opporsi a tali trattamenti e questa possibilità deve essere resa nota tramite comunicazione in ogni messaggio pubblicitario; inoltre la comunicazione della volontà d’interrompere il trattamento per le suddette finalità deve essere gratuita, fatta eccezione per i costi inerenti la trasmissione; l’articolo 13 della Direttiva, dedicato alle comunicazioni indesiderate prevede che il consenso debba essere esplicito ogni volta che sono utilizzati i sistemi automatizzati, mentre i dati resi nel contesto della vendita di un prodotto o servizio possono essere utilizzati per marketing senza il consenso, se agli interessati viene reso il servizio o prodotto in modo chiaro nel momento della raccolta delle coordinate elettroniche e ad ogni messaggio sia altrettanto chiara la possibilità di opporsi agevolmente e gratuitamente.

La scelta tra la necessaria prestazione del consenso e il consenso implicito passava dalla Direttiva al legislatore nazionale; ora, invece, con l’entrata in vigore del Regolamento, sorge una questione di compatibilità tra le previsioni contenute e quelle stabilite dallo stesso Regolamento; il Considerando 173, infatti, prevede che le disposizioni vengano applicate “a tutti gli aspetti relativi alla tutela dei diritti e delle libertà fondamentali con riguardo al trattamento dei dati personali che non rientrino in obblighi specifici, aventi lo stesso obiettivo, di cui alla direttiva 2002/58/CE” e per chiarire il rapporto tra la Direttiva e il Regolamento, il Considerando determina che “la direttiva 2002/58/CE dovrebbe essere riesaminata in particolare per assicurare la coerenza con il presente regolamento”; inoltre il 5° comma dell’art. 21 del Regolamento da degli elementi in virtù della valutazione per la compatibilità delle norme stabilite dalla Direttiva con il Regolamento: “nel contesto dell’utilizzo di servizi della società dell’informazione e fatta salva la direttiva 2002/58/CE, l’interessato può esercitare il proprio diritto di opposizione con mezzi automatizzati che utilizzano specifiche tecniche”.

Per i dati trattati per fini di ricerca scientifica, storica e per fini statistici, il 6° comma dell’art. 21 esplica che il diritto di opporsi si applica anche in questi casi con eccezione in cui il trattamento sia necessario per motivi di interesse pubblico.

 

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