Smart toys e privacy trascurata

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I giocattoli intelligenti come bambole e robot in grado di interagire con le persone e l’ambiente, scattare foto collegarsi a internet, sono ormai qualificati come smart toys, vale a dire dispositivi tecnologici, alcuni anche educativi, che raccolgono, elaborano e comunicano informazioni e dati di ogni genere: dalle immagini alle e-mail, così come i gusti e le preferenze degli interessati, le password utilizzate o addirittura la voce.

Tale trattamento dei dati in realtà, lungi dall’avere un solo scopo educativo, mina alla radice la privacy non sono della famiglia, ma, soprattutto dei minori, con possibili pericolose derive.

Per tale motivo il Garante per la privacy introduce una scheda informativa con semplici regole da seguire per far divertire i propri figli senza rischi per la loro riservatezza.

I consigli riguardano, ad esempio l’avere consapevolezza di quali e quanti dati vengono raccolti e trattati dal giocattolo, con quali finalità, consigli sulla procedura di disconnessione dalla rete quando i dispositivi restano inutilizzati, l’impostazione di password sicure non solo per la connessione a Internet dello stesso giocattolo, ma anche per la app che lo gestisce.

Doc-Web:7523979

Data:19/01/18 Sito del Garante

 

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